
Il periodo più religioso dell’anno a Dubai é il Ramadam, che dura approssimativamente per un mese. Questo è il periodo in cui i Musulmani si purificano durante le ore del giorno per assolvere ai 4 pilastri dell’Islam.
I turisti devono essere consapevoli che durante questo periodo mangiare, bere e fumare non è consentito nei luoghi pubblici durante il giorno, sebbene alcuni ristoranti chiudono le finestre per permettere alle persone di consumare in privato. Anche i bar non servono alcol prima delle 7 di sera, e i locali rimangono chiusi, in quanto la musica ad alto volume non è consentita.
Gli Emirati Arabi sono un paese tollerante e aperto verso gli stranieri che non praticano la religione Islamica.
Ad esempio la vasta popolazione araba di Dubai comprende persone dal Libano che possono essere anche di fede cristiana, e questi sono liberi di professare la loro religione fin tanto che non venga diffusa in forma scritta. Ciò è valido anche per tutti gli altri residenti non musulmani.
Una volta giunti nella città di Dubai sarete circondati da moschee e la chiamata alla preghiera potrà essere ascoltata più volte durante il giorno. La città accoglie anche altri luoghi di culto al di fuori di quello islamico, come chiese e templi.
Il governo ha adottato una politica di tolleranza verso i non musulmani e i politeisti, scegliendo di intervenire molto poco sulle loro attività religiose.
Dubai è l’unico emirato ad ospitare templi indù e una gurudwara Sikh.
L’area del bazar di Meena ospita sia templi Shiva sia Krishna.
Un crematorio elettrico è infine gestito da un gruppo di Indiani. Inoltre, nel 2001 una trattativa è stata aperta per la realizzazione di diverse chiese su un terreno nei pressi di Jebel Ali, donato dal governo di Dubai a quattro congregazioni protestanti e una cattolica. La costruzione della prima chiesa ortodossa a Dubai (chiamata St. Mary’s) verrà presto completata, con l’aiuto del generale Sheikh Mohammad Bin Rashid Al Maktoum, il principe di Dubai e il ministero della difesa degli Emirati Arabi, che hanno donato un lotto di terra, presso Jebel Ali.
